Questo articolo è disponibile anche in: English (Inglese)
Ingegneria e medicina di genere: modelli numerici per la simulazione dei flussi cardiovascolari nella popolazione femminile

L’Università di Padova svolge da tempo un ruolo importante nella promozione della medicina di genere.
Dal 2009 è attivo a Padova il Centro Studi Nazionale su Salute e Medicina di Genere, l’unica società italiana riconosciuta dalla International Gender Medicine Society, che fa da ponte tra questa dimensione internazionale e tutte le realtà italiane che si occupano di medicina di genere.
Nel 2012 l’Università di Padova, anche su impulso dell’attività del Centro, ha voluto istituire la prima cattedra italiana sulla Medicina di genere, detenuta dalla professoressa Giovannella Baggio, presidente del Centro Studi, e attiva fino al 2017, quando a livello nazionale la Conferenza dei Presidenti dei Corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia ha promosso l’inserimento delle differenze di genere in tutte le materie della Scuola di Medicina con successivo rinforzo di questa metodologia da parte della Legge n.3 11 gennaio 2018, entrata in vigore il 15 febbraio 2018 e successivi decreti attuativi (Piano per l’applicazione e la diffusione della Medicina di Genere, in attuazione all’articolo 3, comma 1, Legge 3/2018).
In continuità con questa tradizione, sono molte e rilevanti le attività di ricerca e public engagement condotte in questo campo da docenti dell’Ateneo contestualmente impegnati in commissioni e gruppi di lavoro attivi a livello nazionale sul tema.
Tra queste rientra il lavoro di ricerca “Circolazione cardiovascolare al femminile: modellazione fluidodinamica secondo una prospettiva inclusiva”, coordinato dalla professoressa Francesca Maria Susin del Dipartimento di Ingegneria Civile Edile e Ambientale.
La ricerca, di area ingegneristica ma con articolate connessioni con l’area medica, sviluppa modelli numerici per la simulazione dei flussi cardiovascolari nella popolazione femminile in condizioni fisiologiche, durante la gravidanza, e in presenza di patologie congenite o acquisite.
L’obiettivo generale è la messa a punto di strumenti virtuali utili alla comprensione dell’impatto delle differenze di sesso sulle condizioni di benessere cardiovascolare e allo sviluppo di azioni diagnostiche e terapeutiche che favoriscano equità di trattamento indipendentemente dal sesso del soggetto trattato.
Maggiori dettagli sullo studio sono consultabili qui.
Questo articolo è disponibile anche in: English (Inglese)
